Isola Capo Rizzuto, la Madonna Greca

Tra storia e leggenda

Un documento, conservato nell’archivio diocesano di Crotone, narra, o meglio riprende, una tradizione popolare circa l’origine della “Cona Greca”. L’autore è anonimo. Si può essere certi che la sua stesura non può essere antecendente i primi anni del 1800 poiché si parla del “canonico” Castelliti che sappiamo morì ad Isola il 4 marzo 1812. 

Il documento narra che nei  lidi del mare che bagna il territorio di Isola, detto Capo Rizzuto, comparve la Madre di Dio ad un semplice e onesto cittadino di questa città.

Un giorno arando la terra vide, alla punta del vomere, una tela rettangolare con un’effige che non conosceva né negli atteggiamenti né nell’immagine. La prese però devotamente, la piegò e la serrò dentro una cassa che solitamente usava come letto. Quando si coricava sopra si sentiva tutto un dolore, quando si alzava e usciva si ritrovava libero da ogni patimento. 

 

Tratto da “Ed oje è santu sabatu” a cura di Don Edoardo Scordio – Edizioni Misericordia – Centro Culturale “A. Rosmini”

 

 

La festa patronale

Le celebrazioni sono aperte a maggio dalla “Calata della Madonna” e vengono chiuse dalla “Salita della Madonna”, ovvero dai giorni di inizio e fine in cui la Venerata e preziosa icona viene esposta al pubblico.

Il primo venerdì di maggio, al termine della solenne novena di preparazione celebrata in Duomo, l’Icona viene “calata” dalla custodia di sicurezza della Cappella della Madonna Greca e mostrata al popolo che l’attende in piazza Duomo.

 

Tratto da “Ed oje è santu sabatu” a cura di Don Edoardo Scordio – Edizioni Misericordia – Centro Culturale “A. Rosmini”